È scoppiata una grande controversia che coinvolge Tools for Humanity, la startup di scansione dell’iride co-fondata dal CEO di OpenAI Sam Altman. L’azienda sta affrontando intense critiche dopo aver rivendicato una partnership con la superstar Bruno Mars per lanciare la sua nuova tecnologia “Concert Kit”, un’affermazione che è stata rapidamente e pubblicamente smentita dal management dell’artista e da Live Nation.
Il falso annuncio
La disputa è iniziata durante un recente evento “Lift Off” a San Francisco, dove i dirigenti di Tools for Humanity hanno annunciato che il loro nuovo prodotto, Concert Kit, avrebbe debuttato durante il prossimo tour mondiale di Bruno Mars. La società ha suggerito che la tecnologia fornirebbe agli “esseri umani verificati” un accesso esclusivo alle esperienze VIP.
Tuttavia, il management di Bruno Mars e Live Nation hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui chiariscono che non esiste tale partnership.
“Per essere chiari, non siamo mai stati contattati da TFH, né abbiamo avuto alcuna discussione riguardante una partnership o l’accesso al tour”, si legge nella dichiarazione, sottolineando che sono venuti a conoscenza della richiesta solo attraverso il keynote pubblico della società.
In seguito al contraccolpo, Tools for Humanity ha modificato i suoi materiali promozionali e i post sul blog. Da allora la società ha modificato il suo messaggio, sostenendo che il lancio avverrà invece durante un tour europeo del 2027 per la band Thirty Seconds to Mars. Nonostante questi cambiamenti, la startup ha rifiutato di spiegare perché inizialmente aveva collegato il suo prodotto a Bruno Mars.
La tecnologia e il “problema bot”
Tools for Humanity mira a risolvere una crisi crescente nell’economia digitale: la verifica dell’identità. Utilizzando un dispositivo fisico noto come “Orb” che scansiona le iridi, l’azienda cerca di distinguere le persone reali dai robot automatizzati su piattaforme integrate nella blockchain.
La tempistica del lancio del prodotto è altamente strategica e mira al “problema dei bot” che affligge l’industria dell’intrattenimento dal vivo.
– Il problema: i bot automatizzati spesso aggirano la sicurezza per accumulare biglietti per i concerti, lasciando i fan frustrati e prezzi gonfiati.
– L’obiettivo: I messaggi dell’azienda hanno preso di mira specificatamente Ticketmaster (di proprietà di Live Nation), citando la caotica prevendita dell'”Eras Tour” di Taylor Swift come primo esempio di fallimento del sistema.
– Il contesto normativo: Questa tensione arriva in un momento delicato, poiché secondo quanto riferito la Federal Trade Commission (FTC) degli Stati Uniti sta indagando su Ticketmaster sulla sua capacità di prevenire le interferenze dei bot.
Una ricerca di legittimità
L’annuncio pasticciato evidenzia l’alta posta in gioco per Tools for Humanity. La startup ha faticato a ottenere un’adozione diffusa da parte dei governi, che hanno espresso preoccupazioni in merito alla privacy e alla sicurezza dei dati.
Per creare credibilità, l’evento “Lift Off” dell’azienda si è concentrato sull’ottenimento dell’approvazione dei principali marchi globali. I dirigenti di Tinder, Zoom e DocuSign erano presenti per segnalare la loro intenzione di espandere il lavoro con la startup, tentando di inquadrare la verifica dell’identità come uno strumento essenziale per l’Internet moderno e incline alle truffe.
Conclusione
Rivendicando una partnership di alto profilo che non esisteva, Tools for Humanity ha inavvertitamente danneggiato la sua credibilità in un momento in cui sta lottando per dimostrare la sua legittimità sia ai consumatori che ai regolatori. L’incidente sottolinea la tensione tra le tecnologie di identità emergenti e i giganti affermati del settore della biglietteria.

























