18 maggio. Segnatelo. Un asteroide chiamato 2026 JY2 (o JH2 a seconda del catalogo delle fonti) si sta avvicinando a noi. Non un attacco. Solo un passaggio. Vicino però.
Relativamente parlando. Scivolerà entro quattro volte la distanza della Luna. È spaventoso finché non ricordi quanto è grande in realtà lo “spazio”. Quattro volte la distanza lunare è ancora molto lontana in termini umani. Ma in termini di asteroidi? È un incontro ravvicinato.
L’oggetto ha all’incirca le dimensioni del Cloud Gate di Chicago, il grande fagiolo riflettente del Millennium Park. Visualizzatelo fluttuare nel cielo scuro. Non colpirà. Volerà proprio oltre la Terra.
Ecco il problema dello spazio. Le cose volano continuamente. Di solito non ce ne accorgiamo finché qualcuno non lo fa notare. Questo è stato segnalato perché si trova su un’orbita prevedibile e, francamente, perché ora seguiamo ossessivamente queste rocce.
Nessun impatto previsto. Non è necessario il panico. Solo un altro promemoria che il quartiere è affollato.
Lo stiamo guardando. Anche tu dovresti alzare lo sguardo, se sei fuori e fortunato. Probabilmente però non sarà visibile ad occhio nudo. Porta un telescopio se ne hai uno. Altrimenti sono solo dati. Punti di luce in movimento su uno schermo.
Quindi, questo cambia qualcosa per martedì? No.
Ma ti fa pensare alla gravità. Come allinea le cose. Quanti incidenti sfiorati accadono ogni anno e continuiamo comunque a prendere il caffè mattutino. L’asteroide farà il suo giro. Resteremo qui. La Terra continua a girare.
Forse ce ne dimenticheremo entro la prossima settimana. O forse non lo faremo. Ad ogni modo, non sta atterrando. È solo una visita.
E questa è l’unica differenza che conta, in questo momento.

























