È stato creato un gruppo di lavoro sul clima per affrontare una questione specifica: in che modo i gas serra influiscono effettivamente sull’economia e sulla salute pubblica? Il loro mandato era quello di esaminare lo stato del riscaldamento globale e valutare se la “constatazione di pericolo” dell’Environmental Protection Agency (EPA) reggesse all’esame accurato. La constatazione in questione ha dichiarato che i gas serra minacciano sia la salute pubblica che il benessere. Ma il processo non è andato come previsto.
I critici non solo non erano d’accordo con le conclusioni; hanno attaccato la fonte. Sostenevano che il comitato non fosse un organismo scientifico neutrale. Invece, hanno affermato che era pieno di funzionari dell’industria dei combustibili fossili e di oppositori del clima. Il rapporto risultante, hanno affermato, era pieno di risultati fuorvianti e di dati mal strutturati. Che si creda ai critici o alla giuria, il risultato è stato significativo. Questo rapporto controverso divenne la giustificazione principale per la mossa successiva dell’EPA.
Sotto l’amministrazione Trump, l’agenzia ha utilizzato il lavoro del gruppo per annullare la constatazione di pericolo. Non si è trattato solo di un pasticcio burocratico. Si è trattato di un’inversione diretta basata sull’analisi dell’impatto economico e sanitario fornita dal gruppo. Lo spostamento ha segnato un cambiamento importante nel modo in cui il governo federale ha considerato la necessità normativa di limitare le emissioni di carbonio.
Il dibattito sui pregiudizi e sulla metodologia
Il conflitto principale qui non riguardava solo i dati; riguardava chi stava guardando i dati. La stessa formazione del gruppo di lavoro ha suscitato entusiasmo. Gli oppositori hanno sottolineato che gli individui con legami con l’industria dei combustibili fossili stavano dando forma alla narrazione. Sostenevano che questo pregiudizio intrinseco avesse portato a un rapporto che minimizzava i rischi.
I sostenitori, tuttavia, lo consideravano un controllo necessario sull’eccesso di regolamentazione. Ritengono che la precedente constatazione di pericolo fosse basata su valutazioni economiche incomplete. Raccogliendo voci dal settore energetico, miravano a creare una visione più equilibrata dei costi associati alle normative sul clima.
Dal rapporto all’inversione di rotta
Il collegamento tra il rapporto e il cambiamento politico era diretto. L’EPA ha citato le conclusioni del gruppo di lavoro quando ha deciso di ritirare la conclusione sulla pericolosità. Questa mossa ha effettivamente rimosso uno dei pilastri giuridici delle normative EPA sui gas serra. Senza la constatazione che questi gas mettono in pericolo la salute pubblica, l’autorità dell’agenzia di regolamentarli ai sensi del Clean Air Act è stata gravemente indebolita.
Questa decisione ha evidenziato la tensione tra consenso scientifico e interpretazione politica. Mentre gran parte della comunità scientifica sosteneva che la scoperta originale fosse valida, il percorso amministrativo scelto dall’EPA si basava in gran parte sul rapporto contestato. Il risultato è stato un significativo passo indietro nella politica federale sul clima, guidato da un processo che molti consideravano compromesso e altri come essenziale per il realismo economico.
L’eredità di questo cambiamento rimane contestata. Per alcuni si è trattato della correzione di un errore normativo. Per altri, si è trattato di un abbandono della politica basata sull’evidenza. Il dibattito continua a influenzare il modo in cui le normative ambientali vengono contestate e difese nei tribunali federali.














