I senatori spingono per la trasparenza nell’uso energetico dei data center

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I senatori statunitensi Elizabeth Warren e Josh Hawley chiedono maggiore responsabilità da parte dell’Energy Information Administration (EIA) per quanto riguarda il consumo energetico dei data center. In una lettera congiunta pubblicata giovedì, i legislatori hanno spinto l’agenzia a iniziare a raccogliere e pubblicare dati annuali completi sull’utilizzo dell’elettricità nei data center. La loro preoccupazione? Aumento dei costi energetici per i consumatori potenzialmente guidato dalla crescita esplosiva dei data center assetati di energia in tutto il Paese.

La crescente domanda di dati e i relativi costi

L’impennata nella costruzione di data center ha sollevato allarmi sia tra gli elettori che tra i politici. La vastità di queste strutture, vitali per il cloud computing, l’intelligenza artificiale e altri servizi digitali, significa che consumano enormi quantità di elettricità. Ciò solleva una domanda fondamentale: sono gli americani comuni a pagare il conto per il fabbisogno energetico dei giganti della tecnologia? La spinta dei senatori riflette questa crescente ansia pubblica, che ha già influenzato le recenti elezioni negli stati con una forte concentrazione di data center.

La mancanza di dati oscura il problema

Attualmente, nessun ente federale tiene traccia sistematicamente del consumo energetico dei data center. Le aziende spesso trattano queste informazioni come proprietarie, divulgandole solo volontariamente. Anche i servizi di pubblica utilità, che hanno accesso ai dati sui consumi regionali, si trovano ad affrontare sfide dovute ai data center che “cercano in giro” le tariffe migliori, portando a proiezioni della domanda gonfiate. Secondo il CEO di Vistra, alcune utility potrebbero sovrastimare la domanda del 300-500%.

Azione limitata, più domande

L’EIA ha annunciato un programma pilota volontario in Texas, Washington e Virginia per raccogliere dati energetici da quasi 200 data center. Sebbene i senatori accolgano favorevolmente questa iniziativa, si chiedono se l’agenzia renderà obbligatoria la raccolta dei dati e se includerà fonti di energia dietro il contatore, ovvero quelle alimentate indipendentemente dalla rete. La tempistica di questa spinta arriva dopo un accordo non vincolante tra le grandi aziende tecnologiche e la Casa Bianca per coprire i costi energetici dei propri data center, sollevando dubbi sulla sua applicazione.

La lettera dei senatori sottolinea un punto semplice: senza dati accurati, è impossibile valutare e affrontare l’onere finanziario che grava sui consumatori. La risposta dell’EIA determinerà se i politici riusciranno a elaborare soluzioni efficaci o se la questione rimarrà avvolta nell’incertezza.